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NEWS DALLA SEZIONE NATURA: STORNI ROSEI NELLA VALLE

Modalità giono/notte

Storni rosei nella valle

Lo Storno roseo è un uccello della famiglia degli Sturnidi, molto famoso perché è l’unico della specie Pastor. È facile riconoscere uno storno roseo dagli altri storni per i suoi bellissimi colori: in primavera nero con riflessi metallici sopra la testa, il collo, le ali e la coda. Il resto del corpo è di colore rosa e sul capo ha un folto piumaggio molto vistoso. Il canto e il richiamo sono molto particolari, simili a quello dello Storno, ma più musicali.

I casi di nidificazione di storno roseo in Italia risalgono al 1800 e sono solo 7. Nel 1875 la più grossa colonia registrata in Italia, si insediò nel 1875 a Villafranca di Verona dove 6000-7000 coppie nidificarono debellando la piaga delle cavallette, dalle quali le popolazioni locali non riuscivano a liberarsi (De Betta, 1876). Nel 1908 nidificò nuovamente a Villafranca di Verona e Valeggio sul Mincio (VR) con circa 2300 coppie (Moltoni, 1969) e questa pare fu l’ultima volta che lo storno roseo si è riprodotto in Italia,

È un uccello migratore dell’Asia e dell’Europa sud-orientale e durante i mesi caldi risiede stabilmente in India, dove è possibile vederlo volare in grossi stormi, spesso unito in volo ai cugini Storni per migrare da un luogo all’altro. In Italia arriva durante le cosiddette “invasioni” che dipendono dalla quantità del cibo. L’alimentazione è costituita soprattutto da insetti e anche da frutta.

Lo Storno roseo non ha un periodo preciso per la nidificazione, ma sceglie quello in cui prevale l’abbondanza di cibo, tra cui le cavallette, per poter sfamare i propri piccoli, quindi tende a covare una sola volta l’anno. La costruzione del nido avviene in maniera molto rapida e semplice, viene costruito con ramoscelli ed erba e posizionato in luoghi sicuri. Una volta costruito, la femmina deporrà all’incirca 6 uova, che saranno covate per 12 giorni. I piccoli resteranno nel nido, alimentati da entrambi i genitori per circa 20 giorni, poi saranno pronti per volare.

Una tra le tante particolarità dello storno roseo è quella di costruire il nido e di vivere sempre in colonie formate da migliaia di coppie della sua specie.

Osservando la valle e le cose che non so

Le gocce fanno le nuvole, le parole i discorsi.

Il battere di ciglia protegge i pensieri, stretti dal respiro.

Gli attimi fanno la vita che va anche quando non lo sai.

Tante cose non so. Ho visto che il picchio verde maschio cova le uova, non lo sapevo.

Non so perché gli storni si incontrano alla sera e arrivano a centinaia al canto della notte, in un fruscio di voli. Ad un segnale misterioso che solo loro sanno sentire. Non so come si parlano, non so cosa si dicono.

Si radunano per dormire, tra le chiacchere dei loro racconti che pian piano si spengono. Come scintille. Stasera nel gruppo ci sono anche gli storni rosei, arrivati da chissà dove, poggiati sui rami del salice, un po’ in disparte. E splendono di bellezza, nero lucente, rosa brillante.

Questo giorno fatto di momenti, di nuvole che scorrono nel cielo, di prati di fiori e di erba. Di voli di uccelli. Piccoli pezzi che fanno la mia vita. Si è aggiunto un pezzetto rosa e nero, che non conoscevo, e che ha rapito la mia mente. La storia di un lungo viaggio, di arrivi e partenze da mondi lontani. La primavera porta fermento, collega i cieli del mondo con fili lunghissimi. E così gli storni rosei si riposano sui rami di salice, e guardano la nostra pianura in cerca di cibo. Sembra che amino le more del gelso, e cavallette croccanti.

Rosalba Pinti

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