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OASI LE MELEGHINE: ALLA SCOPERTA DELLE INCREDIBILI ATTIVITÀ DELLA SEZIONE NATURA DEL CARC

Modalità giono/notte

L’Oasi le Meleghine, di Finale Emilia, è un piccolo paradiso nel bel mezzo della trafficata e urbanizzata pianura Padana. Non lontano dal Polo industriale del Paese, è stata creata come fitodepurazione dello zuccherificio che sorgeva poco distante. Ora lo zuccherificio non c’è più e l’area rinaturalizzata cosi bene, ancora svolge il ruolo per cui era nata.

Vasche di acqua, boschetti, zone umide, negli anni hanno attirato molti animali, soprattutto uccelli, rendendo l’area un vero paradiso per chi vuole fare incontri straordinari. Il pioppeto è diventato da anni una ricca garzaia, dove si riproducono diverse specie di aironi e con molte probabilità la spatola. Il canneto è dormitorio per i falchi di palude e offre ospitalità a tanti uccelli, che, di ritorno dalla migrazione, trovano cibo e la possibilità di riprodursi. Altri ancora sostano alle Meleghine per riprendere la forza per terminare il loro viaggio nelle terre del Nord.

Insomma alle Meleghine abbiamo potuto osservare 162 specie , tra cui alcune molto rare come il Tarabuso, il Mignattaio, il Chiurlo piccolo, il Succiacapre, la Ghiandaia marina………

Poco lontano da qui abbiamo incontrato uno Sciacallo dorato, primo avvistamento nella Pianura padana. Spesso osserviamo la volpe, uno dei pochi predatori di cui ancora possiamo vantare la presenza nel nostro territorio.

Da pochi anni l’Oasi è divenuta Stazione di Inanellamento a scopo scientifico (ISPRA) per lo studio delle migrazioni degli uccelli: siamo terra di passaggi, di voli e di atterraggi. E infatti l’Oasi è stata riconosciuta dalle Direttive europee territorio da proteggere per le migrazioni: ZPS Zona Protezione Speciale d’Europa.

In questi anni con l’inanellamento abbiamo potuto fare tante scoperte molto interessanti, rilevare la presenza di specie molto elusive, che altrimenti avremmo potuto vedere con difficoltà. Abbiamo visto tornare negli anni seguenti diversi uccelli inanellati come nidificanti e svernanti come Sud Sahariani, a testimonianza di fedeltà dei territori riproduttivi, notando invece assenza di ritorni dei giovani.

Abbiamo ricatturato uccelli con anelli polacchi, tedeschi, svedesi, ucraini…Abbiamo monitorato i migratori invernali. Abbiamo visto accorciarsi i tempi dei ritorni, forse a causa di inverni più miti, e cambiamenti climatici. Abbiamo visto diminuire il numero delle rondini. Ascoltato tanti canti nascosti tra la vegetazione e osservato i ritmi della natura che si adatta ai tempi del presente.

Abbiamo in mente di far conoscere tanta meraviglia a chi ha voglia di diventare un po’ selvatico e osservare senza far rumore quel mondo cosi bello che ci vive vicino, accompagnando in visita chi fosse interessato.

Tra di noi ci sono ornitologi, inanellatori, Guide Ambientali escursionistiche, fotografi e appassionati di bellezza che sono ben contenti di condividere paesaggio e osservazioni.

Ancora dobbiamo aspettare che migliori la situazione sanitaria nel nostro Paese, ma appena possibile, speriamo presto, renderemo pubbliche le date e le modalità delle visite. Alle Meleghine procede tutto come negli anni passati: i ritorni, i corteggiamenti, la costruzione dei nidi, la nidificazione, la ricerca del cibo. L’allevamento della prole. I voli di perlustrazione.

In questa situazione che costringe l’Italia tra le mura, la natura indisturbata ha riconquistato spazi, a ricordarci che non siamo i soli abitanti di questa terra.

Sezione C.a.r.c. Natura – Comune di Finale Emilia

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